Nichelino, 19 novembre 2013

Cari amici,
i mesi di ottobre e novembre ci vedono impegnati, insieme, su due fronti.
Gli sforzi concentrati sulla realizzazione del foyer a Doba, infatti, ci hanno portato a “trascurare” un po’ la realtà di Bodo, dove tutto era cominciato con i primi contributi inviati per il dispensario medico e la scuola.
Ora che il foyer vive e cresce siamo tornati, idealmente, al villaggio chiedendo alle amiche alcantarine di segnalarci le necessità. La prima richiesta riguardava la costruzione di un centro culturale accanto al nuovo liceo statale, per rinforzare l’offerta di studio e formazione. Ma le notizie d’inizio autunno hanno portato le suore a cambiare obiettivo. I lavori per l’istituto pubblico non sono terminati e l’apertura è stata rinviata… Nel frattempo lo Stato ha chiuso i licei dei villaggi, riscontrando carenze di buona formazione, e molti genitori si sono rivolti alla missione perché sopperisse alla richiesta d’istruzione. La scuola media privata ha avviato l’attività mercoledì 9 ottobre.
Per contribuire all’affitto dei locali, all’acquisto del materiale didattico e allo stipendio dei professori, suor Tiziana Zorzetto, responsabile della comunità alcantarina di Bodo, ha stimato una spesa di circa 2.250 euro complessivi.
Sulla base di questa richiesta abbiamo inviato alla fraternità di Bodo i 2.715,35 euro, frutto delle destinazioni del 5 per mille della dichiarazione dei redditi 2010 relativa al 2009.
Moltiplichiamo gli sforzi, ma i passi avanti fatti a Doba sono di buon auspicio.

Dopo il rientro dal Ciad di suor Paola Letizia è suor Marilda ad aggiornarci sui progressi del foyer, ecco le loro ultime notizie:

  

IN RETE DALL’AFRICA
Sfidando il caldo umido di queste giornate, dopo le piogge battenti che hanno riempito buche, scavato strade, allargato confini, resa impraticabile la via per Bodo, abbiamo finalmente completato il laboratorio informatico realizzato nell’ambito del progetto Ubuntu-Ciad.
Mancavano tavoli e sedie e forse qualche pulizia un po’ più approfondita… Ma qui le pulizie approfondite resistono solo pochi minuti quindi si chiudono un po’ gli occhi, accettando il fatto che l’Africa è la terra dove tutto vive in perfetta armonia e, come diciamo nella formula di consacrazione, “tutto è in comune tra noi”…
Qui tutto è in comune con la natura e gli animali, che ci circondano e a cui è inutile ribellarsi.
La prima sala informatica alcantarina in terra d’Africa è finita. Sono state fatte porte, finestre, impianto elettrico, pannelli solari, climatizzazione con 4 ventilatori a parete, abbiamo acquistato 11 personal computer, costruito tavoli e sedie…
Tutto è finalmente compiuto, grazie all’aiuto di molti amici e benefattori.
Mancavano solo le nostre ragazze che, ovviamente, abbiamo chiamato non appena sistemati i pc. Dovevate
vedere le facce, tra l’impaurito e il meravigliato, di chi entra per la prima volta in una stanza mai vista e piena di strani oggetti. Con soddisfazione ed entusiasmo le abbiamo fatte accomodare ciascuna in una postazione. Non osavano sfiorare quegli oggetti “spaziali”, da cui erano affascinate. Suor Paola Benedetta ha spiegato lo scopo della convocazione, ma non sono sembrate molto convinte.
In Ciad, strano ma vero, la gente non mostra molto le proprie emozioni e non si capiva cosa stessero pensando così, nel mio francese elementare, ho chiesto se conoscessero il computer e quello che può fare.
Silenzio, timidezza, imbarazzo… Non so… E poi risposte varie e vaghe: “Serve per scrivere le lettere e inviarle”, “Serve a imparare il francese”… Ma non sembravano soddisfatte. A modo loro cercavano chiarezza. Sentivo che pensavano: “Questo strumento così strano e famoso serve solo per questo? Tutto qui?”. Quasi una piccola delusione.

Con voce forte e con trepidazione ho spiegato: “Con questo strumento voi potete conoscere il mondo e farvi
conoscere dal mondo!”.
Improvvisamente l’aria è cambiata e anche il mio cuore.
In un istante mi sono ritrovata a guardare gli occhi di Prudance, Geneviève, Elisabeth, Olive, Sylvie, Therése, Lundi, Armelle, Boziane, Chanceline, Jannette, Roseline, La Foi, Nina, Honorine, Alliance, Claudine, Ernestine, tutte provenienti da piccoli villaggi sperduti del sud del Ciad, dove nessuno va e nessuno vorrebbe vivere.
Ho intuito in loro il desiderio di conoscere e di capire. Loro ci sono nel mondo, esistono e vogliono gridarlo.
In questa sala informatica fioriranno i corsi di formazione per adolescenti, giovani e universitari. Sarà il luogo dove mettere in rete la bellezza della loro vita che nasce dal molto poco, ma che è chiamata a grandi cose.

Speriamo d’incontrarci in rete!

Suor Marilda e Fraternità Francescana Alcantarina di Doba-Tchad